L'UMANITà FRAGILE

A CURA DI FONDAZIONE 3M E ROBERTO MUTTI

L’umanità fragile è la mostra realizzata con le immagini dell’archivio di Fondazione 3M per rendere omaggio alla figura di Alberto Sordi.

Si tratta di una serie di fotografie di scena di alcuni dei più importanti film in cui l’attore ha messo in scena personaggi contraddittori che si muovono troppo, ridono anche quando non dovrebbero, sognano imprese che non sapranno realizzare.

È difficile che un attore sfugga all’identificazione con i “suoi” personaggi ed è quindi inevitabile che per il grande pubblico John Wayne sia un cowboy e Peter Sellers uno stralunato commissario di polizia, a prescindere dalle altre figure da loro interpretate.

Di Alberto Sordi si è invece detto che in tutti i suoi tantissimi film abbia messo in scena i limiti antropologici – dalla pavidità all’opportunismo – dell’italiano medio di cui sarebbe diventato la più riuscita rappresentazione.

Come spesso succede in questi casi, le semplificazioni contengono un poco di verità ma non la esauriscono perché l’attore romano si è spinto fino a confini ben più ampi sapendo coniugare la dimensione del grottesco a quella del tragico ma, soprattutto, facendo emergere una capacità interpretativa non certo circoscritta nei limiti della maschera.

Per comprendere tutto ciò la fotografia si dimostra un mezzo di grande efficacia nel sottolineare gesti, posture, sguardi tutti da interpretare. Provenienti dall’Archivio della Fondazione 3M, queste immagini sono state scattare sui set di molti dei film di cui Alberto Sordi è stato protagonista e, proprio perché si soffermano sui primi piani e su situazioni che potrebbero altrimenti sfuggire, ci aiutano ad entrare nel suo mondo fatto di personaggi dai nomi quasi onomatopeici – Sasà Scimoni, Ubaldo Impallato, Antonio Mombelli – cui sa dare vita con una espressività ogni volta ricca di sfumature diverse.

Dietro lo sguardo severo del maestro di “Bravissimo” e quello baldanzoso del maturo provinciale de “Il diavolo”, le espressioni enfatiche dell’incapace imprenditore de “Il boom” e la normalità tragicamente spiazzata di cui è vittima il protagonista de “Il mafioso” si nasconde un’umanità fragile che si muove troppo, ride anche quando non dovrebbe, fantastica imprese che non porterà a compimento, obbedisce alle direttive borghesi più convenzionali e comunque non dimentica mai di indossare giacca, camicia e cravatta.

Talvolta, tuttavia, i personaggi di Alberto Sordi non hanno avuto bisogno di nascondere la loro dimensione tragicamente dolente: per comprenderlo, basta guardare in queste efficacissime fotografie la delusione che si disegna sul volto del protagonista de “Il maestro di Vigevano” o quel gioco di rimandi con Vittorio Gassman grazie al quale disegna uno dei suoi capolavori interpretativi ne “La grande guerra”.

Roberto Mutti

AREA CAZZANIGA

Via D. Cesare Cazzaniga 2/4 Merate

giorni e orari d'apertura:

L’inaugurazione avverrà sabato 2 ottobre alle ore 15 

Sabato 2 – 9 – 16 – 23 ottobre dalle 10-12,30  15-18

Domenica 3 -10 -17 – 24 ottobre dalle 10-12,30 e 15-18

Ingresso libero e gratuito

Segreteria e info:

[email protected]

cell:3479760899  3479649677

Questa mostra fa parte del circuito

La Fondazione 3M si propone come esempio dell’attenzione che una delle più importanti e innovative realtà industriali esercita in ambito scientifico, culturale e sociale.

È infatti un’istituzione culturale permanente, che opera da snodo di divulgazione e formazione dove scienza e ricerca, arte e cultura, discipline economiche e sociali, vengono approfondite, tutelate, promosse e valorizzate, nella consapevolezza dei valori d’impresa e della cultura dell’innovazione.

Il Centro Studi ha al suo attivo numerose attività, che spaziano dalla sicurezza stradale alla cura della salute, al design per l’industria, alla sicurezza alimentare, e che si declinano spesso in un importante attività di ricerca che sviluppa, elabora e mette a disposizione contributi specialistici. Un vero e proprio laboratorio di idee orientato a sviluppare e divulgare i temi maggiormente innovativi sui megatrend, grazie a importanti collaborazioni. A sostenere le scelte e gli indirizzi della Fondazione 3M una rete di partner di rilievo garantisce l’apporto di elevato know-how e vasta esperienza negli ambiti di competenza.

Oltre al Centro Studi, una delle principali risorse è l’Archivio Fotografico, ereditato dalla storica azienda Ferrania, di recente riorganizzato e digitalizzato costituito da circa centomila immagini (lastre, dagherrotipi, cartoline fotografiche, negativi, stampe vintage) che raccontano la storia dei nostri costumi e della nostra civiltà.

Negli anni, Ferrania ha promosso una feconda attività di acquisizione di importanti patrimoni artistici che altrimenti sarebbero andati irrimediabilmente perduti.

Tra questi le lastre acquisite nel 1969 facenti parte del cospicuo archivio di Ghitta Carell, fotografa del mondo del potere e ritrattista preferita della nobiltà a cavallo degli anni ’30 e ’50 e le raccolte firmate di Elio Luxardo. L’archivio fotografico della Fondazione 3M raccoglie, inoltre, un buon numero di foto scattate sui set cinematografici di De Sica, Rossellini, Totò negli anni ’50 e ’60, e una discreta quantità di immagini di star del cinema americano degli anni ’50, e scatti di autori che hanno raccontato il nostro Paese.

In questo archivio, la Fondazione 3M ha dato corpo al suo impegno di completare la ricognizione e la riqualificazione di tutte le più importanti collezioni fotografiche dell’archivio storico ex Ferrania e delle collezioni fotografiche del Fondo Lanfranco Colombo e del Fondo Sommariva. Fondazione 3M ha inoltre al suo attivo un portfolio di mostre utilizzabili nell’immediato per un possibile allestimento, corredato da materiale di comunicazione tecnica specifica.

https://www.fondazione3m.it