Il fiume Adda – Mostra Fotografica


Il fiume Adda – Mostra Fotografica

di Daniele Re

L’autore con questa esposizione, ci accompagna in un suo personale viaggio, intimistico e concettuale, all’interno della visione che si è creato del fruire del territorio, il contatto con la natura inteso come fonte di benessere, una natura sempre più soffocata da una mancanza di rispetto, da parte dell’uomo e della tecnologia.

Daniele Re spiega:

“L’elemento umano dovrebbe essere come un nastro di raso che si adagia morbidamente sulle curve del territorio, piuttosto che un’imponente lavoro di ingegneria capace di livellare le valli. Camminando sulle rive del fiume Adda mi sono accorto di una cosa: che la luce è più suadente sulle foglie degli alberi che sui muri dei palazzi.

Le caratteristiche della fotografia stenopeica possono essere riassunte in: tempi di esposizione più lunghi rispetto alla fotografia tradizionale nelle medesime condizioni di luce; colori alterati dalla curvatura dei raggi luminosi attorno al foro; profondità di campo estesa dal foro all’infinito; bassa acutanza del foro; scarsa nitidezza dei contorni e dei particolari; basso contrasto; sfumature deboli; assenza di dettaglio nelle zone delle ombre.

Il foro pone una condizione di contatto aptico tra il sensore fotosensibile, la tradizionale pellicola a sali d’argento, e il soggetto, poiché tra di esse non vi sono filtri o barriere di alcun genere. Perciò la fotografia si forma a contatto con il soggetto, assorbendone, idealmente, le molecole di cui è composto. Il risultato è un’immagine unica, dove il foro permette di modellare il tempo dell’esposizione in modo da disfare la luce e l’immagine stessa. La stenoscopia è la visione incerta di uno sguardo lento.

Gli ultimi sviluppi di questo progetto, realizzati negli ultimi mesi tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, sono volti a cercare la smaterializzazione della luce e alla dissoluzione dell’immagine in relazione all’ambiente naturale antropizzato caratterizzato dalla presenza dell’acqua e del vento.

La tecnica del foro stenopeico è la più antica per prendere immagini dalla realtà. Oggi rinasce come parallela e complementare alla velocità e alla portabilità dell’immagine digitale.

La slow photography attraverso il piccolo foro permette di imprimere oltre alla luce anche alcune molecole del soggetto, le vibrazioni dell’aria, l’umidità e l’odore, rendendo così unico e irripetibile il cliché: la visione si concretizza attraverso l’azione della presenza umana.

Il foro stenopeico, per le sue proprietà geometriche e fisiche, crea un’immagine in cui le direzionalità alto-basso e destra-sinistra risultano invertite rispetto a ciò che vede il nostro cervello, ma affine a ciò che percepisce il nostro occhio. Pertanto quello che si vede nel positivo non è reale, non può esserlo: è la sua immagine, attraverso la quale noi, come membri della società di massa, facciamo la conoscenza del mondo e dei nostri simili e così li rappresentiamo.”

Biografia
Daniele Re (Lecco 4 dicembre 1991) diplomato in fotografia all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano e Laureato in Lettere all’Università di Bergamo, si interessa di arte visiva e cultura visuale. A Lecco ha collaborato con il Si.M.U.L. per lo studio, la conservazione e la valorizzazione del Fondo Fotografico Pessina, ha svolto attività di curatela per le mostre temporanee dello stesso fondo e di altre, sia di fotografia che di grafica e pittura.

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05-06/12-13/19-20/26-27  OTTOBRE 2019 dalle 10 alle 12,30 dalle 15 alle 18

06 OTTOBRE ore 11 inaugurazione

DANIELE RE

 “IL FIUME ADDA” – MOSTRA FOTOGRAFICA

Villa Confalonieri – Via Garibaldi, 17 Merate

INGRESSO LIBERO