di fondazione 3m

The horizont we look at

La fotografia sa rappresentare sia la dimensione del reale che quella del possibile: per questo può rifarsi alle origini – quando, prima di comprendere di esserne l’interpretazione, aveva vissuto l’illusione di identificarsi con la realtà – oppure usare la sua capacità evocativa fino ad esiti vicini all’astrazione e al simbolismo.

Interpretare i 17 obiettivi del progetto di sviluppo sostenibile è stata una sfida perché, se le parole hanno il vantaggio di descrivere analiticamente i temi, la fotografia lo deve fare in modo sintetico.

Si sono così scelte, e in alcuni casi fatto realizzare, immagini capaci di catturare l’attenzione e far quindi riflettere sui messaggi cui alludono. Così Elisabetta Gatti Biggi sottolinea nell’abbraccio dell’adulto al bambino l’aspetto emotivo di un’educazione non solo istituzionale, Benedetta Pitscheider individua nella diversità delle posture della coppia di danzatori diretti verso la stessa parte il senso dell’eguaglianza di genere, Giancarla Pancera allinea alla lontana cima di un monte innevato il primo piano di un’acqua zampillante per ricordarne il ciclo vitale, Marta Baffi riprende una strada che corre verso l’orizzonte là dove il vento si trasforma in energia.

La natura appare nel notturno che Riccardo Bononi riprende in Madagascar accostando alla moderata luce artificiale quella spettacolare delle stelle, nel fluttuare di una vita che Lorenzo Terraneo sa cogliere sott’acqua, nell’accostamento fra un ambiente brullo e uno lussureggiante che Francesca Moscheni crea per ricordare la complessità della terra, nella duplice presenza umana cui ricorre Raoul Iacometti facendo emergere da un terreno desolato una donna in lotta per l’ambiente e ponendo un’altra fra le fronde di un albero in rapporto empatico con la natura. Il ricorso alla simbologia ha consentito a Graziano Perotti di interpretare l’audacia della sfida alla povertà, a Roberto Polillo di alludere con opere di vibrante intensità al dinamismo delle infrastrutture e al possibile futuro di città sostenibili, a Ylenia Bonacini di mostrare come si possa agire per ridurre le diseguaglianze, a Vittorio Valentini di farci intravedere le dinamiche del lavoro, a Lucrezia Roda di indicare la strada per una fruttuosa collaborazione fra istituzioni. Fabio Zonta, infine, ricorre alla metafora circondando un uovo di spine acuminate come la dura lotta contro la fame e fermando l’attimo in cui un raggio di luce bianca attraversa il prisma che la scompone nei tuoi tanti colori per alludere al ruolo che possono svolgere le buone istituzioni.

Gli autori sono stati scelti per l’eterogeneità delle loro poetiche, nello spirito del progetto che considera positivamente le diversità dei punti di vista.

Si potrà notare, infine, la parità di genere fra autrici e autori: non è il risultato di una particolare alchimia o forzatura ma l’esito inevitabile, come sempre dovrebbe essere, di una scelta basata sulla qualità.  

Roberto Mutti 



La Fondazione 3M si propone come esempio dell’attenzione che una delle più importanti e innovative realtà industriali esercita in ambito scientifico, culturale e sociale.

È infatti un’istituzione culturale permanente, che opera da snodo di divulgazione e formazione dove scienza e ricerca, arte e cultura, discipline economiche e sociali, vengono approfondite, tutelate, promosse e valorizzate, nella consapevolezza dei valori d’impresa e della cultura dell’innovazione.

Il Centro Studi ha al suo attivo numerose attività, che spaziano dalla sicurezza stradale alla cura della salute, al design per l’industria, alla sicurezza alimentare, e che si declinano spesso in un importante attività di ricerca che sviluppa, elabora e mette a disposizione contributi specialistici. Un vero e proprio laboratorio di idee orientato a sviluppare e divulgare i temi maggiormente innovativi sui megatrend, grazie a importanti collaborazioni. A sostenere le scelte e gli indirizzi della Fondazione 3M una rete di partner di rilievo garantisce l’apporto di elevato know-how e vasta esperienza negli ambiti di competenza.

Oltre al Centro Studi, una delle principali risorse è l’Archivio Fotografico, ereditato dalla storica azienda Ferrania, di recente riorganizzato e digitalizzato costituito da circa centomila immagini (lastre, dagherrotipi, cartoline fotografiche, negativi, stampe vintage) che raccontano la storia dei nostri costumi e della nostra civiltà.

Negli anni, Ferrania ha promosso una feconda attività di acquisizione di importanti patrimoni artistici che altrimenti sarebbero andati irrimediabilmente perduti.

Tra questi le lastre acquisite nel 1969 facenti parte del cospicuo archivio di Ghitta Carell, fotografa del mondo del potere e ritrattista preferita della nobiltà a cavallo degli anni ’30 e ’50 e le raccolte firmate di Elio Luxardo. L’archivio fotografico della Fondazione 3M raccoglie, inoltre, un buon numero di foto scattate sui set cinematografici di De Sica, Rossellini, Totò negli anni ’50 e ’60, e una discreta quantità di immagini di star del cinema americano degli anni ’50, e scatti di autori che hanno raccontato il nostro Paese.

In questo archivio, la Fondazione 3M ha dato corpo al suo impegno di completare la ricognizione e la riqualificazione di tutte le più importanti collezioni fotografiche dell’archivio storico ex Ferrania e delle collezioni fotografiche del Fondo Lanfranco Colombo e del Fondo Sommariva. Fondazione 3M ha inoltre al suo attivo un portfolio di mostre utilizzabili nell’immediato per un possibile allestimento, corredato da materiale di comunicazione tecnica specifica.

https://www.fondazione3m.it

VILLA CONFALONIERI

Via Garibaldi, 17 Merate

giorni e orari d'apertura:

L’inaugurazione avverrà sabato 01 Ottobre alle ore 11 

Sabato 1 – 8 – 15 – 22 ottobre dalle 10-12,00  15-18

Domenica 2 -9 -16 – 23 ottobre dalle 10-12,00 e 15-18

Ingresso libero e gratuito

Segreteria e info:

[email protected]

cell:3479760899  3479649677